Focus Uomo

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Lavoro di squadra - Ubuntu e vincere

Il salario è la la sola retribuzione di valore creata dal lavoro? e come cresce se si gioca di squadra?

Cosa vuoi fare da grande?

Il calciatore, è un bel mestiere, si guadagna bene.

Già, poichè il lavoro comporta una retribuzione, quella  del professionista del pallone è una interessante prospettiva, benchè faticosa, non semplice e pochi sfondano.

D’altra parte, anche l’idea di fare l’astronauta è affascinante, ma quanti ci possono riuscire?

Pure fare la ballerina e diventare un'etoile di un certo livello non è semplice.

Su quali dati statistici ci si può basare per queste realizzazioni?

Circa la retribuzione, nel gioco del calcio attuale ad alti livelli, il movimento economico di denaro è di grande rilievo. Ubriacature e folli illusioni, sfuggono al significato sportivo tramutato in spettacolo.

... non avere paura a tirare un calcio di rigore ...

esortava la canzone di Francesco De Gregori dal titolo “La leva calcistica della classe ‘68’ ”.

Lo scorso campionato di calcio, il tecnico del Torino, Davide Nicola, chiamato a gennaio quale allenatore della squadra, per tentare di evitarne la retrocessione in serie ‘B’, non si è limitato a curare gli aspetti puramente tecnici ma ha inciso sugli aspetti psicologici e spirituali.

Ha iniziato in ogni partita a formare il cerchio a centro campo.

Ha lavorato di squadra: tutti insieme per ritrovare l’autostima e la fiducia reciproca.

E' facile dire "giocate come una squadra", ma come si fa ad essere e a diventare una squadra?

Come si fa a far giocare, i giocatori, l'uno per l'altro?

Come nasce il vero spirito di squadra?

In una intervista disse: “In spogliatoio abbiamo dei poster di una filosofia che si chiama Ubuntu: è la capacità di riconoscere che tu sei quello che sei, grazie a tutti gli altri. Noi non possiamo fare a meno della nostra gente, la nostra gente non può fare a meno di noi, che andiamo in campo per rappresentarli.” 

Una semplice parola: Ubuntu.

Ubuntu è un’etica o un’ideologia dell’Africa sub-Sahariana, che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone.
È un’espressione in lingua bantu che indica “benevolenza verso il prossimo”. È una regola di vita basata sulla compassione, il rispetto dell’altro.

Appellandosi all’Ubuntu si è soliti dire Umuntu ngumuntu ngabantu, “io sono ciò che sono, in virtù di ciò che tutti siamo”.
L’Ubuntu esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, poiché è una spinta ideale verso l’umanità intera, un desiderio di pace.

Lavorare di squadra quindi.

Quanto di più lontano dal concetto di lavoro smart working! Costretti solitari a inseguire il falso mito dell’alta e libera produttività.

Noia, frustrazione, solitudine: il lato oscuro dello smart working da lockdown.

Un sondaggio Ipsos, fatto in 28 Paesi, alza il velo sui costi psicologici del telelavoro, dalla paura di perdere il posto, allo stress di gestire la famiglia

Quasi metà dei lavoratori in smart working da casa si sentono soli o isolati. Il 56% ha paura di perdere il posto. Il 55% è stressato dai mutamenti organizzativi e dai cambiamenti di routine. Il 46% ammette di essere meno produttivo.

Isolare l’individuo è un’aggressione all’intera umanità.

Come scrisse il filosofo greco Aristotele (IV secolo A.C.) nella sua “Politica”, l’uomo è un animale sociale, in quanto tende ad aggregarsi con altri individui e a costituirsi in società.

Giocando di squadra, lavorando di squadra, è riuscito il Torino a non retrocedere?

Si, Nicola e i suoi calciatori hanno fatto il miracolo e il valore economico dei loro personali cartellini non si è svalutato.

Benchè all’allenatore Nicola non sia stato rinnovato il contratto, è apprezzabile la naturalezza e il coraggio di aver sdoganato l’espressione Ubuntu in un settore, come quello del calcio professionista, dove tendono a prevalere gli interessi economici, a discapito dei valori sportivi.

In questo gesto, a suo modo rivoluzionario, oltre i canoni di immediato profitto, c’è speranza per l’umanità. In quest’epoca di travagliata transizione è tempo di azioni coraggiose. Le soluzioni esistono, è questione di risveglio spirituale: prima uno, poi un’altro, poi un’altro ancora

https://youtu.be/R7YNCd7nV7Q = La leva calcistica dellaclasse ‘68”

Fonti:

  • Il sole24 ore

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