SCIENZA E VITA

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Due ma non due, se io credo che

Due ma non due, se io credo che

Serie Coscienza Cosmica

È poi vero che “la realtà è quella che crediamo che sia?”, non oggettiva, ma soggettiva?

La nostra coscienza di “sé” fa percepire che l'universo sia diviso nel “sé” e gli “altri” – il nostro interno e l’esterno – e dà origine ad altre dualità: per esempio, la dualità di quando guardiamo la mente come il vero sé, mentre il corpo come se non fosse questo sé; la dualità del materiale e dello spirituale; la dualità di umanità e natura, ecc.

 

Mi autonomino Nemo. Con una matita in mano, che si dovrebbe sempre avere per sottolineare quando si legge un libro, mi inserisco fantasiosamente nel dialogo al capitolo V del libro Dal Big Bang all’illuminazione  tra i due Matthieu Ricard e Trinh Xuan Thuan. 

  • Matthieu Ricard è uno scrittore e monaco buddhista francese di scuola tibetana.
  • Trịnh Xuân Thuận è un astrofisico vietnamita-americano.
  • Nemo, soprannome di Ulisse, è il me stesso curioso e impertinente

Thuan - La scoperta della natura duale della luce è stata certamente una grande sorpresa per i fisici, ma è ancora più sorprendente constatare che la materia condivide questa stessa dualità: ciò che chiamiamo elettrone, o qualsiasi altra particella elementare, può anche assumere l’aspetto di un’onda. Così, gli aspetti d’onda e di particella non possono essere dissociati; si dirà anzi che sono tra loro complementari. 

Nemo – Benché non studioso di meccanica quantistica, la scoperta del meccanismo onde- particelle della luce, applicabile anche ad altre componenti la materia, quali l’atomo, mi riporta alla mente il concetto di dualità e non dualità che intuizioni di antichi maestri orientali hanno anticipato.

Concetto affascinante, quello del “due ma non due”!

Thuan - non è tanto la “realtà” ad essere duale, quanto i risultati delle interazioni sperimentali.

Nemo - Avevo letto che la percezione dell'universo diviso nel “sé” e gli “altri” -il nostro interno e l’esterno- appare dalla nostra coscienza di sé.

Questa coscienza, a sua volta, dà origine ad altre dualità: per esempio, la dualità di mente e corpo, quando guardiamo la mente come il vero sé, mentre il corpo come se non fosse questo sé; la dualità del materiale e dello spirituale; la dualità di umanità e natura, ecc. ...

Un’altra diavoleria (con tutto rispetto) che apprendo dagli studi di Fisica Quantica, è quella che l’osservatore di un fenomeno quantico ne modifica l’evento.

Ma quindi: “come percepiamo la realtà?”.

Mi sento dire che “la realtà è quella che crediamo che sia”, non oggettiva, ma soggettiva, dipendente dall’osservatore.

Thuan - Non ha senso parlare di una realtà “oggettiva” che esisterebbe in assenza di osservazione, perché non la si potrà mai percepire. Tutto ciò che possiamo fare è cogliere un aspetto soggettivo.

Nemo - Uauh, galoppa fantasia!

Onde, particelle, che conseguenze si possono scatenare rapportando questi concetti ai meccanismi della vita quotidiana?

E’ diventata una moda associare alla fisica quantica tutta una serie di fenomeni, con la pretesa di convalidarli.

Nemo – Se “la realtà è quella che crediamo che sia”, non oggettiva, ma soggettiva, e dipende dall’osservatore me la posso andare a creare?

Ad esempio: se in queste giornate freddolose di inverno, con i brividi della galaverna che, al mattino, orna la natura, gli alberi, le siepi e quant’altro, come fosse un ricamo di pizzo bianco, mi convinco, cioè vado a credere, che la natura sia una spiaggia di Sardegna, con la bianca arena al sole. Che bella realtà mi son creato!

Ma se indosso il costume da spiaggia ed esco in giardino, brrr, che brusco risveglio!

C’è qualcosa che non funziona oppure è solo superficialità di conoscenza la mia.

Matthieu  - Né la particella, né l’onda, né nessun’altra entità dell’universo esistono di per sé.

Matthieu  - Quando una particella appare, o non esiste in modo indipendente, o è stata creata dal nulla. ... Tuttavia, prima l’onda c’era: qualche cosa c’era, non c’era il vuoto totale!

...Il Buddhismo  parla di  “vuoto d’esistenza intrinseca”.

Thuan  -  citando Schrödinger(1): «È meglio non considerare una particella come un’entità permanente, ma piuttosto come un evento istantaneo. A volte questi eventi formano catene che danno l’illusione di essere entità permanenti»

Matthieu - Che cosa penseremmo di un animale che fosse gatto quando lo si guarda da una parte, cane quando lo si guarda dall’altra?

Nemo – Eppure i saggi di oggi, rispetto a “Se io credo che ...”

... è interessante estrapolare da una lezione del prof. Mauro Scardovelli il concetto di “se io credo di non valere niente” mi comporterò di conseguenza e apparirò come di nessun valore...

ll credere, benché la credenza non sia realtà, si consolida in consapevolezza e scatena l’azione, cioè porta ad agire, o non agire, che è comunque un’azione, ma a valore zero.

Matthieu ... limitazioni concettuali ... ci inducono a pensare che una cosa debba essere o intrinsecamente esistente, o totalmente inesistente. C’è una via di mezzo, ...

Thuan - possiamo dire che né la luce né la materia possiedono proprietà intrinseche e immutabili. Queste proprietà dipendono dall’osservatore e dal suo strumento di rilevazione e, in questo senso, dato che sono impermanenti, possono essere considerate “illusorie”.

Matthieu - Heisenberg(2) parla appunto di eventi, non di entità oggettive. ...“che cos’è che esiste?”

Alcuni filosofi si sono spinti lontano, concludendo che nulla, né la materia né la mente, esiste di per sé.

Risalendo nel tempo, la prima enunciazione di questo concetto sembra sia da attribuire al pensiero orientale, ad opera di Siddharta Gautama(3), più di duemilacinquecento anni fa.

Se le cose non esistono in maniera assoluta, ma tuttavia esistono, la loro natura va ricercata nelle relazioni che le uniscono. Esistono solo queste relazioni fra oggetti, non gli oggetti in sé. Gli oggetti sono relazioni. La fisica del futuro riuscirà a tradurre in un’equazione ciò che oggi corrisponde a una pura concezione filosofica?

Thuan - Dov’è situata, allora, la frontiera tra il mondo microscopico in cui regna l’indeterminazione quantistica e il mondo macroscopico in cui essa svanisce?

Matthieu - Se le particelle non sono delle “cose”, nemmeno la realtà grossolana sarà fatta di “cose”, nonostante la sua apparenza.

Thuan - ...gli oggetti macroscopici non possono essere dappertutto contemporaneamente, come un’onda.

Matthieu - Ma la loro solidità e affidabilità è una mera illusione. Secondo il Buddhismo, la percezione della solidità è dovuta solo alla stabilizzazione momentanea di un sistema di relazioni: un sogno che duri cent’anni non sarà più reale di un sogno che duri un minuto.

Il nostro modo di descrivere la realtà è condizionato dal fatto che la nostra esperienza quotidiana ci permette di vedere solo il macrocosmo

È molto probabile che se noi avessimo costantemente il mondo microscopico sotto gli occhi, non attribuiremmo nessuna solidità al mondo esterno. La percezione che abbiamo di quest’ultimo dipende interamente dalla nostra relazione con esso.

Dice Shantideva(4),: «Quando non si presentano più alla mente né la realtà né la non-realtà, allora non resta nient’altro da fare alla mente se non dimorare perfettamente in pace, libera dai concetti»

Matthieu -... il Buddha ha insegnato in funzione delle diverse capacità di comprensione e delle diverse inclinazioni del suo uditorio: ad alcuni ha detto che la materia esiste, ad altri che è «irreale benché appaia».

... si ritorna immediatamente all’aspetto terapeutico di questa indagine, che mira a liberarci dalle sofferenze causate dal nostro attaccamento alla realtà e costituisce quindi una tappa del cammino verso l’Illuminazione.

Matthieu - Secondo il buddhismo, l’atteggiamento reificatore(5), basato sulle nostre percezioni ordinarie e sul comune buon senso, è alla base della discrepanza tra la natura dei fenomeni e il modo in cui li percepiamo.

Molti scienziati e filosofi della scienza hanno detto la stessa cosa

Matthieu - approccio fondamentale del Buddhismo, non soltanto conoscenza, ma anche aiuto nella trasformazione personale. L’analisi che conduce alla comprensione della vacuità può sembrare a prima vista molto intellettuale, ma la realizzazione diretta che ne deriva ci libera dai nostri attaccamenti, comportando quindi profonde ripercussioni sul modo in cui conduciamo la nostra esistenza.

https://youtu.be/oU-aATuKvfc?list=PLgODqTik-SfId68F9HZwrB8P2XgtAjJwf

                                                                                                                                  https://youtu.be/pRcyO8-AkE4

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(1)Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger è stato un fisico austriaco, di grande importanza per i contributi fondamentali alla meccanica quantistica e in particolare per l'equazione a lui intitolata, per la quale vinse il premio Nobel per la fisica nel 1933.

(2)Werner Karl Heisenberg è stato un fisico tedesco. Fu uno dei principali artefici della meccanica quantistica, su cui pubblicò un primo lavoro rivoluzionario già nel 1925.

(3)Siddharta Gautama = Shakyamuni, il Buddha storico riconosciuto.

(4)Shantideva,  monaco buddhista indiano, di scuola Mahāyāna.. 

(5)reificazione = Processo mentale per cui si converte in un oggetto concreto e materiale il contenuto di un'esperienza astratta.

(per esempio)Nella dottrina marxista, il processo per cui, nell'economia capitalistica, il lavoro umano, soprattutto manuale, è considerato e trattato alla stregua di una cosa.

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